| Scoperto da C. Colombo nel 1498, il Venezuela
deve il proprio nome ad Amerigo Vespucci e ad Alonso de
Ojeda. Esplorato e colonizzato da numerosi conquistadores
spagnoli, il territorio divenne Capitanía General
nel 1717 e fu quindi inquadrato nel vicereame della Nuova
Granada, che comprendeva la Colombia e l'Ecuador. Il movimento
indipendentistico, originatosi nel 1811, si sviluppò
nel quadro delle gesta di S. Bolívar e della costituzione
della Grande Colombia, che interessò i territori
del Venezuela nel 1821. La nuova entità si sciolse
nel 1830 e da essa presero vita, come Stati indipendenti,
le tre nazioni che la componevano. Seguì un periodo
di contrasti tra fazioni interne e quindi di dittature
militari, che grazie anche ai proventi dei ricchi giacimenti
petroliferi scoperti a inizio del sec. XX, tra il 1908
e il 1935 operarono una profonda modernizzazione delle
strutture nazionali. |
|
| Nel 1948, dopo una parentesi
democratica durata tre anni, ascese al potere il generale
M. Pérez Jiménez, che vi rimase fino al
23 gennaio 1958, quando venne rovesciato da una nuova
rivoluzione popolare. Il 7 dicembre dello stesso anno
fu eletto presidente (per la seconda volta) il socialista
R. Betancourt, che nel 1961 reintroduceva la legalità
istituzionale; negli anni successivi ciò permise
l'alternanza al potere dei due partiti socialdemocratico
e cristiano-sociale. La fine degli anni Ottanta ha visto
un deciso peggioramento della situazione economica del
Paese, con gravi disagi per la popolazione e scoppio di
tumulti che nel 1989 hanno portato il governo di C. A.
Pérez a sospendere la Costituzione per ragioni
di ordine pubblico. Accusato di corruzione, nel 1993 Pérez
è stato deposto, e in sua vece è stato eletto
il generale R. Caldera Rodriguez, sociale-cristiana. Questi
si trovava ad affrontare una crisi economica senza precedenti
costringendolo nel 1994 a sospendere le libertà
individuali per circa un anno allo scopo di limitare la
corruzione dilagante. Nonostante tutto la situzione non
è apparsa migliorata , ma durante tutto il 1995
si sono avute numerose manifestazioni di disaffezione
nei confronti del governo. Nelle elezioni presidenziali
del 1998 si è così imposto, sostenuto da
una coalizione di sinistra, H. Chávez, autore di
un fallito colpo di Stato nel 1992 |
| Nel dicembre 1999, il presidente ha indetto
un referendum per approvare una nuova Costituzione, ottenendo
la maggioranza dei consensi. Sempre alla fine del 1999,
una spaventosa inondazione, generata dalla Niña,
il fenomeno meteorologico che aveva scatenato freddo e
pioggia in tutto il Sudamerica, ha sconvolto il Venezuela
causando quasi cinquantamila vittime e danni incalcolabili
all'economia. Nelle elezioni del 2000 Chávez è
stato riconfermato alla carica di presidente. Nell'aprile
2002 un colpo di stato militare destituiva Chavez, ma
dopo 48 ore un'imponente manifestazione popolare di sostegno
all'ex presidente lo riportava al potere. Tuttavia perdurava
una grave situazione di conflitto nel Paese che portava
l'opposizione a indire a fine 2002 uno sciopero del settore
petrolifero che paralizzava l'economia del Paese. Successivamente
l'opposizione chiedeva un referendum consultivo sul mandato
di Chavez, bocciato però a fine gennaio 2003 dalla
Corte Suprema. In giugno governo e opposizione raggiungevano
un accordo per procedere con la convocazione del referendum,
per la quale, a fine anno, l'opposizione raccoglieva 3,4
milioni di firme. Nel febbraio 2004 il Consiglio elettorale
nazionale, dopo aver verificato la validità delle
firme, respingeva la richiesta di referendum. Successivamente
l'opposizione riusciva a raccogliere un numero di firme
sufficiente ad indire il referendum, che si è svolto
in agosto ed è stato vinto da Chavez. |
|
|